Cime di luppolo selvatico. Bruscandoli. Aspargina. Lavertìn.

Ebbene mi sono acchiappata l’ennesima pestilenza e prometto che se va avanti così programmo un viaggio a Lourdes!

Anche se sono un pò malandata non mi fermo. Qui è tornato il sole e l’orto urla dalla voglia di liberarsi dalle erbacce e i campi ci chiamano ricchi di erbe buone da raccogliere.

E’ il tempo di raccogliere le cime del luppolo selvatico. Le trovate nelle zone d’ombra lungo i cigli delle strade di campagna o ai bordi dei boschi. Le riconoscete subito perchè spuntano alte, lunghe, arricciate e intrecciate come l’ortografia di una bambina.

Non vanno confusi con i rami fioriferi di altre piante solo a prima vista simili, quali l’Ornithogalum o Latte di gallina, un genere che conta molte specie assai tossiche.

Vengono chiamate in modo differente a seconda della regione: aspargina, luartis, luvertìn, lavertìn, luperi, vidisone, vartìs, urtizon, bertüçi, viticedda, tavarini. Si raccolgono in primavera e sono ottimi per frittate e risotti. Le cime di Luppolo sono un alimento ipocalorico, hanno proprietà tonificanti, rinfrescanti, sedative, diuretiche e lassative, purificano il sangue e stimolano le funzioni epatiche.

Si cucinano solo le punte tenere in poca acqua e un pizzico di sale per poi usarle per un’ ottima frittata o come base del risotto.

Buona raccolta!

 

3 thoughts on “Cime di luppolo selvatico. Bruscandoli. Aspargina. Lavertìn.

  1. Che bello… che bello… che bello…
    Mi piacerebbe tanto conoscere le piante selvatiche. Purtroppo mi fermo a pochissime. Mi ricordo che mio nonno mi aveva insegnato a riconoscere tantissime piante selvatiche buone da mangiare, ma purtroppo ho dimenticato tutto. Era un periodo della mia vita in cui il sogno era andare in città, vivere in mezzo al caos e mangiare schifezze! Non avrei mai immaginato che un giorno avrei rimpianto i suoi insegnamenti!!!
    Un bacio
    Francesca

  2. mia madre li raccoglieva, li cucinava e io li mangiavo;
    buonissimi, anche con l’ovo sodo sbriciolato sopra….