“Suonare è come parlare” – Metodo Suzuki – seconda parte

Erano gli anni Trenta quando Shinichi Suzuki, classe 1898, lasciò il Giappone per andare in Germania a studiare il violino. Fu amico di Einstein e venne a contatto con le nuove teorie sull’educazione dell’epoca, da Maria Montessori a Jean Piaget.

Da allora la sua filosofia si è diffusa nel mondo. In Italia conta una trentina di scuole e circa mille studenti dai 3 ai 18 anni “Suonare è come parlare” è l’espressione che meglio esprime la filosofia del metodo Suzuki. Lo si può affermare perché è proprio attraverso l’ascolto, l’imitazione, la continua conferma e gli stimoli degli adulti che il bambino incomincia a trasformare la sua sillabazione in parole, prima poche e semplici, poi via via più complesse ed articolate. Nello stesso modo la metodologia Suzuki sviluppa la capacità di parlare attraverso lo strumento; quindi l’ambiente musicale va creato intorno al bambino il più presto possibile.

[La Repubblica , (23 marzo 2009) ]

Ma se il bambino non è portato? Il bambino è figlio del suo ambiente: da quando viene al mondo, prima la sua famiglia, poi la società intorno a lui svilupperanno determinate sue caratteristiche e ne inibiranno altre.

Ogni bambino, se propriamente educato, può sviluppare l’abilità musicale.

Per informazioni sul metodo:

Metodo Suzuki

magica musica

Esiste poi l’associazione l’I.S.I. (Istituto Suzuki/Italiano), l’organismo rappresentativo dell’Italia in seno all’European Suzuki Association, senza scopo di lucro che ha il compito di diffondere il metodo Suzuki sul territorio nazionale attraverso corsi di formazione insegnanti, pubblicazioni, seminari e concerti.
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